venerdì 31 ottobre 2014

IL LIBRO MAGICO di China Miéville






Deeba fuggì.
Da dietro sentì arrivare un ruggito e un ululato, e il tambureggiare di quelle enormi zampe felpate sulla pavimentazione di NonLondra: la giraffa le stava dando la caccia
(trad. di Nello Giugliano)

Presentazione della Fanucci:
Esiste un luogo segreto in cui vanno a finire tutti gli oggetti distrutti di Londra… e a volte ci finiscono anche le persone che si perdono o le cui vite si sono spezzate per sempre. Tra questi, vivono nella città nascosta Rottombrello, il capo degli ombrelli rotti, Obadì Fing, un sarto dalla testa a forma di enorme puntaspilli, e un cartone di latte vuoto di nome Caglio. Ma il Libro Magico racchiude anche l’annuncio dell’arrivo di un eroe, anzi due, che l’intera metropoli oscura attende da moltissimi anni. E quando Zanna e Deeba, due ragazzine di dodici anni, trovano l’accesso segreto alla città, sembra che la profezia sia sul punto di compiersi e questo mondo, celato da anni agli adulti e ignorato da tutti, sembra ritrovare la sua voglia di tornare a vivere e la forza di ribellarsi a chi lo tiene sotto continua minaccia. Saranno proprio le due inseparabili amiche a dare inizio alla profezia ma per farlo dovranno affrontare tutti i pericoli che si nascondono nella città e, con il loro esempio, convincere anche i più ostinati che c’è sempre un filo di speranza e di gioia per cui vale la pena mettercela tutta e sfidare l’inverosimile

"Un Lun Dun", pubblicato da Fanucci con il titolo IL LIBRO MAGICO, è un romanzo del 2007 di China Miéville, un'avventura pensata e scritta per ragazzi che, pur rientrando a pieno titolo nella categoria Young Adult Books, è godibile anche da parte di un pubblico adulto. Il quale rimarrà incantato dalle atmosfere al tempo stesso bizzarre, magiche e tenebrose che al lettore più esperto faranno venire in mente in primis "Alice nel paese delle meraviglie" (Alice's Adventures in Wonderland, 1865) di Lewis Carroll (1832-1898) e "Nessun Dove" (Neverwhere, 1996) di Neil Gaiman, ma anche la saga di Harry Potter, la trilogia dei Borribles firmata da Michael de Larrabeiti (1934-2008) e i libri del tedesco Michael Ende (1929-1995). Liberandosi da ogni vincolo, al pari della muse Carroll e Gaiman, il bravo China saccheggia simboli, archetipi e trame, disseminando la sua storia di elementi così eterogenei da divertire chi legge, sfidandolo a individuare le innumerevoli fonti ispiratrici. Non meno sorprendente, per questo autore, è la vena di sottile ironia, con cui vengono omaggiati i luoghi comuni del genere fantastico.
Il tutto è amalgamato alla perfezione dal genio di Miéville: il risultato è una girandola di avventure, colpi di scena e trovate, personaggi originali e indimenticabili, scenari mozzafiato e da incubo, una specie di "Perdido Street Station" per teenagers (e i riferimenti alla trilogia del Bas-Lag non mancano, sparsi qua e là nel libro).
A NonLondra (UnLondon), una versione grottesca e caricaturale della capitale inglese, Zanna la "Shwazzy" e Deeba la "NonScelta", due ragazze dodicenni del nostro mondo, sono chiamate da una profezia contenuta in un libro parlante (da qui l'origine del titolo italiano) a sventare i piani del malefico Smog. Costui, una nube senziente e rabbiosa, ribollente di elementi chimici, concentrato di tutto l'inquinamento prodotto a Londra negli ultimi secoli, mira nientepopodimeno che al dominio universale, di tutti gli universi. Nel perseguire il suo piano diabolico, allo Smog non mancheranno alleati potenti e insospettabili, non solo a NonLondra.
Le protagoniste dovranno affrontare innumerevoli insidie, viaggiare attraverso i quartieri di questa sorprendente città - dove il principale materiale di costruzione è la spazzatura "filtrata" dal nostro mondo - e assistere a scontri aerei tra autobus volanti e mosche gigantesche, a battaglie che coinvolgono "bidoninja" (binja), "puzzomani" (stinkjunkies), zombi venefici (smombie), "nonbrelli" (unbrellas) e "ribrelli" (rebrellas) animati, senza trascurare il pericolo delle giraffe carnivore, sempre in agguato tra i vicoli.
Attorno alle giovani si formerà però un piccolo ma affiatato gruppo di compagni, fedeli e risoluti, tra i quali spiccano il semi-fantasma Hemi, la piccola busta vuota di latte Caglio (Curdle), il controllore dal tocco fulminante Jones, il sarto dalla testa irta di spilli Obadì Fing, il palombaro Skool e tre intrepidi "pronuncetti" (utterlings), creature nate dalla bocca del logorroico signore del quartiere delle Favellas (Talklands). Una galleria di figure che è a dir poco incredibile e memorabile, a riprova dell'originalità dello scrittore di Norwich, della sua portentosa carica immaginifica, della capacità di intessere dialoghi mai banali e, all'occasione, taglienti come rasoi, anche in un cosiddetto romanzo per ragazzi.
IL LIBRO MAGICO, al pari di altre opere di Miéville, dimostra il coraggio dell'autore britannico nell'innalzare ardite architetture narrative, capaci di stupire e spiazzare il lettore, nonché la propensione per le atmosfere fosche, a tratti gotiche, in cui il confine tra realtà e sogno è spesso labile. E come in tutte le storie indirizzate ai giovani degne di questo nome, i valori che emergono e si rivelano vincenti, sebbene alla fine di una vicenda tormentata, sono la fedeltà verso gli amici, il coraggio, la perseveranza, l'onesta.
Alla conclusione della lettura, l'improbabile NonLondra è così piena di vita e di magia che, proprio come accade alla giovane Deeba, non vorremmo mai abbandonarla per tornare alla realtà di tutti i giorni. Ma, con un lieto fine singolare per chi conosce la produzione di Miéville (almeno quella tradotta in italiano), una porta viene lasciata aperta per un possibile ritorno alla città dove gli oggetti scartati e i disadattati di ogni tempo trovano rifugio e nuova vita.
Il romanzo è da poco tornato disponibile per kindle su Amazon, sebbene a un prezzo non proprio invitante.

China MIÉVILLE, IL LIBRO MAGICO (Un Lun Dun, 2007), trad. di Nello Giugliano, Fanucci, collana Ragazzi, pp. 528, 2007, prezzo 17,50 € (ebook Amazon 10,99 €)
Stefano Sacchini 
 

giovedì 30 ottobre 2014

UN TUFFO NEL RELITTO di Kristine Kathryn Rusch





Il sesto numero della collana digitale "Biblioteca di un Sole Lontano", edita da Delos Digital, ospita un romanzo breve di Kristine Kathryn Rusch, "Un Tuffo nel relitto" (Diving Into the Wreck, 2005).
La Rusch, già apparsa sul n.4 di Biblioteca di un Sole Lontano con la novelette "Echea", è stata editor del magazine Fantasy & Science Fiction dal 1991 al 1997 ed ha vinto anche il premio Hugo come best editor professionale; in seguito sceglie di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, attività che le frutterà un altro Hugo e svariati premi e nomination, diventando in breve tempo una delle autrici di spicco del panorama fantascientifico contemporaneo.
"Un Tuffo nel Relitto" dà il via al ciclo del Diving Universe  (o ciclo dello Stealth / ciclo della tecnologia d'occultamento) che probabilmente è l'opera della Rusch più seguita ed acclamata dal fandom.

Diamo uno sguardo alla serie di racconti che forma il ciclo del Diving Universe, originariamente usciti su Asimov's e solo in seguito raccolti e rimaneggiati dall'autrice per farne una serie di romanzi. :
 1- Diving into the Wreck (2005)
2- The Room of Lost Souls (2008)
3- The Spires of Denon (2009)
4- Becoming one with the Ghost (2010)
5- Becalmed (2011)
6- Stealth (2011)
7- Strangers at the Room of Lost Souls (2013)
8- The Application of Hope (2013)
9- Encounter on Starbase Kappa (2013)

Nessun timore: ogni episodio è leggibile singolarmente benchè la trama sia unitaria e diversi personaggi siano presenti in più racconti.
"Un Tuffo nel Relitto" è originariamente apparso sulle pagine dell'Asimov Science Fiction Magazine ed ha vinto il premio Asimov's Readers' 2006 nella categoria "Best Novella".
Il racconto parla di un gruppo di "divers" (sommozzatori / tuffatori) specializzati nell'esplorazione e recupero di relitti spaziali. Boss, il loro capo, è una cittadina dell'impero terrestre ed è una diver professionista ed esperta nonchè proprietaria della navetta di recupero "Questione privata". Boss esplora i relitti per cavarne fuori un po' di soldi ma è anche un'appassionata di storia che va a caccia di reliquie per far luce sul passato dimenticato dell'umanità.
Boss si imbatte casualmente nel relitto di un vascello militare terrestre di classe Dignity, un vascello estremamente antico, vecchio almeno 5 millenni, appartenente ad un passato quasi dimenticato. Si dice che i vascelli Dignity fossero estremamente pericolosi e le storie che girano sembrano più leggende che fatti reali.
Il relitto si trova in una zona lontanissima dal nostro sistema solare... è impossibile che quel vascello si trovi là, eppure ....
Boss, irresistibilmente attratta dal relitto e dai suoi misteri, mette insieme una squadra di divers e parte segretamente alla volta del vascello Dignity.
La presenza di una tecnologia tanto antica quanto pericolosa a bordo del relitto, renderà estremamente difficile la missione di recupero, romperà l'equilibrio tra i membri dell'equipaggio e terrà il lettore in un costante stato di suspance.
L'autrice usa la tecnica del narratore inaffidabile: difatti l'intera storia è narrata da Boss in prima persona e tutto è filtrato dalla sua psiche, dal suo subconscio e da quelle che sono le sue esperienze ed i suoi ricordi. E Boss ha in testa una sola cosa: il relitto. Poco e niente viene detto di ciò che succede a bordo della "Questione privata", della tecnologia presente a bordo, del mondo e della società da cui provengono Boss ed il suo equipaggio nè degli stessi membri dell'equipaggio; la storia è letteralmente un lungo "tuffo" nel relitto. Con Boss e gli altri ci avvieremo ad esplorare il vascello terrestre, ci "immergeremo" nello spazio profondo, proveremo la claustrofobia e la paranoia che attanaglia i membri dell'equipaggio quando esplorano corridoi stretti, bui e sconosciuti; una tensione tangibile scorre dalla prima all'ultima pagina.
La Rusch scrive ottimamente: il suo stile è semplice e scorrevole e per certi versi ricorda la prosa di Isaac Asimov. Ricordo di aver letto da qualche parte che questo racconto contiene i migliori dialoghi dei migliori episodi di Star Trek: The Next Generation, il senso dell'avventura dei film di Indiana Jones e l'appeal scientifico di un romanzo di Isaac Asimov. Aggiungerei il sense of wonder  tipico delle migliori opere di science fiction degli anni '50 e '60.
Sotto traccia l'autrice pone pure un interessante quesito: che succede quando una tecnologia viene dimenticata? Che possiamo guadagnare da una tecnologia dimenticata? E, allo stesso modo, cosa aspettarsi da una tecnologia aliena piovuta dal cielo?
Un racconto davvero bello e coinvolgente, fresco e adrenalinico, avventura e fantascienza... da non perdere !!
Prossimamente, su Biblioteca di un Sole Lontano, uscirà un altro racconto del ciclo del Diving Universe: "Stealth".
In "Stealth" ritroveremo Squishy, uno dei divers di Boss, ed attraverso la sua storia l'autrice farà un po di luce sulla mitica tecnologia dell'occultamento.
 
"Un Tuffo nel Relitto" di Kristine Kathryn Rusch, Biblioteca di un Sole Lontano - Delos Digital; copertina di Tiziano Cremonini, traduzione di Alessandro Rossi , 109 pagine. Disponibile solo in formato digitale.
Arne Saknussem



sabato 25 ottobre 2014

ALIA, ovvero un contributo appassionato e tenace alla letteratura fantastica





Cogliamo l’occasione della recentissima pubblicazione in formato digitale dell’edizione 2014 ALIA Evo, per ripercorrere il cammino di una interessante iniziativa editoriale, frutto di passione e tenacia che, pur scontando qualche irregolarità di uscita, si propone alla nostra attenzione da ormai 10 anni.
Fu infatti nel 2004 che Silvia Treves, Massimo Citi, Vittorio Catani, Davide Mana e Massimo Soumaré  concretizzarono il progetto coniugando l’esperienza di grandi lettori onnivori, con predilezione per la letteratura fantastica, la propria competenza professionale e quella maturata in qualità di scrittori. Ne scaturì una antologia in volume unico organizzata in 4 sezioni: Italia, Giappone, UK e USA, ALIA Novella.                                                                       
Ad avere la precedenza furono racconti inediti o tradotti per la prima volta in Italiano a cui seguirono, nella scelta, riedizioni di opere da lungo tempo non più disponibili sul mercato, provenienti in prevalenza dalla prima metà del XX secolo. Vittorio Catani si incaricò della sezione italiana, Davide Mana curò e tradusse la sezione in lingua inglese, Massimo Soumaré quella giapponese, mentre Silvia Treves fu il curatore generale coadiuvata da Massimo Citi che, come amministratore della libreria “CS libri”, pubblicò e soprattutto consentì la diffusione dell’antologia. Alla prima edizione del 2004 fecero seguito due edizioni (2005 e 2006) ancora in volume unico mentre nel 2007 ALIA fu suddivisa in 3 volumi: ALIA Italia, Alia Giappone e ALIA anglosfera; esperienza che fu ripetuta nelle edizioni del 2008 e 2009. Dopo un anno di sospensione, nel 2011 Alia ritornò al formato in volume unico e, con la curatela di Silvia Treves e Massimo Citi, aggiunse la proposta di opere di autori cinesi e di Singapore grazie alle traduzioni di Federico Madaro.
In questi anni ALIA, senza esclusioni preconcette, ha pubblicato fantascienza, fantasy, horror e gotico esclusivamente in base ad una valutazione qualitativa coniugata anche all’opportunità di far conoscere autori e proposte letterarie per tradizione scarsamente considerati dalla nostra editoria nazionale anche a causa di una provenienza geografica tradizionalmente non accomunata alla letteratura di fantascienza. Così, nel corso del tempo, sono apparsi autori contemporanei come David Brin, Michael Moorcock, Danilo Arona, Vittorio Catani, Charles Stross, Walter John Williams, Cory Doctrorow, Denis Detwiller, Alessandro Defilippi, Bando Masako, Miyabe Miyuki, Yamada Masaki, Hikawa Reiko.
Già dall’edizione del 2005 i racconti furono arricchiti da illustrazioni originali di artisti italiani e giapponesi; questi ultimi dal 2007 in poi illustrarono anche le copertine.
Gli indici dei volumi fin qui pubblicati sono consultabili nel sito http://aliaevolution.wordpress.com/ dove è inoltre possibile leggere il racconto della nascita e della vita dei volumi usciti.
E’ importante sottolineare che l’intero progetto è stato sviluppato grazie all’apporto volontario e gratuito (o dietro compenso simbolico) di curatori, scrittori ed illustratori.  
Nel 2012 la chiusura della libreria “CS libri” causò l’interruzione forzata delle pubblicazioni in formato cartaceo  ma non spense la determinazione e l’entusiasmo per il progetto che, approfittando dei vantaggi del digitale, si ripropone ora con rinnovato vigore con l’edizione 2014 in formato E-book “ALIA Evo”.

L’antologia 2014 “ALIA evo” annovera 17 racconti tra fantascienza e fantasy, 13 dei quali (e tra questi individuiamo quelli di maggior interesse) di autori italiani. Eccettuata “La Piccola Blanche” di Marcel Schwob, che vuole essere un piccolo cameo, omaggio  alla letteratura francese di fine ‘800 e che nessuna attinenza ha con il genere, nelle altre opere, tutte contemporanee, ritroviamo alcuni dei tratti caratteristici del fantastico che  schematizziamo, consci dei limiti della semplificazione, come segue:

le inquietudini oniriche e surreali o sovrannaturali dei racconti fantasy.
Avvistamenti di Mario Giorgi
Il misterioso diario del giovane Piotr di Francesco Troccoli
L’Arsenale dei cuccioli  di Vincent Spasaro
La Sindrome della Locusta di Fabio Lastrucci
Gran Dio, morir sì giovane di Consolata Lanza
La solita spiaggia di Silvia Treves

I disincanti fiabeschi e le suggestive ambientazioni storiche, dagli esiti drammatici, talvolta fascinosamente avventurosi e convincenti o tristemente attuali e tragicomici.
La Valle delle teste mozzate di Davide Mana
Viale del tramonto di Luca Barbieri
Piena di Grazia di Lillian Csernica (U.S.A.)

Le suggestive ambientazioni cariche di possibilità e suggestioni di cross gender, un po’ fiaba un po’ fantasy, un po’ fantascienza e un po’ cyberpunk:
F come Frankenstein di Paolo Cavazza
La Clinica dell’arcobaleno di Massimo Soumaré.

Ammiccamenti complottistici.
Segni di morte di Maurizio Cometto.

La fantascienza e alcune delle sue possibilità espressive, in cui attualissime umane inquietudini si incastonano alla perfezione in scenari futuri.
Lazzarella di Vittorio Catani
La Farfalla e le zanzare di Massimo Citi.
O che, più semplicemente, rimandano ad un “Sense of Wonder” vuotamente formale o all’ingenuo colpo di scena fine a se stesso.
La guerra degli dèi di Fei Dao (Cina)
La residenza sicura Mikasa! di Okina Kamino (Giappone).

Se alcuni dei racconti, comunque una rassicurante minoranza, non colpiscono nel segno   (in un paio di casi mancando totalmente il bersaglio), la maggior parte invece ci offre,  quasi sempre accompagnata da una valida e piacevole cornice narrativa, spaccati di esperienza umana  da cui scaturiscono di volta in volta consapevolezza, ironia, disincanto, malinconia, inquietudini e tante domande a cui, saggiamente, non è data risposta. Proprio la molteplicità  delle esperienze umane è il filo rosso che collega le  proposte di “ALIA Evo” che, selezionate e  miscelate con equilibrio, pur tra loro anche molto distanti, coesistono con efficacia esprimendo alcuni picchi qualitativi degni di nota.
Tra questi segnalo:
“Lazzarella”: fantascienza in cui consumismo, progresso scientifico ed egoismo umano si avvitano fino all’abominio.
“La farfalla e le zanzare”: parte di una più vasta e ahimè frantumata space opera, racconto spaziale dove coinvolgenti battaglie tra chilometriche astronavi e veloci caccia stellari sono il pretesto per amare riflessioni sulla condizione umana.
“La solita spiaggia”: forse il racconto più interessante per stile e contenuti, capace di giocare in quella zona del crepuscolo dove i ricordi, evocati da luoghi ritrovati dopo molto tempo, e il sogno creano illusioni (o forse non sono illusioni) di ombre e fantasmi che riemergono dal passato.
“La valle delle teste mozzate”: un fantasy di cappa e spada, parte di un più vasto mosaico che meriterebbe una ricomposizione, ambientato nelle vastità ancora in gran parte inesplorate del crepuscolo dell’impero romano; la cui forza risiede nelle spiccate personalità dei protagonisti.
“F come Frankenstein”: ovvero l’ennesima volta in cui le macchine diventano consapevoli e preparano l’apocalisse. Interessante non fosse altro per la travolgente e sovrabbondante sequela di tecnicismi informatici che ti stordiscono ma ti aprono un mondo se ti credi un genio perché sei un utilizzatore medio di applicativi per Windows e da ragazzo hai frequentato il Basic.

Di seguito la lista completa in sequenza dei racconti pubblicati
Segni di morte di Maurizio Cometto.
Lazzarella di Vittorio Catani
Avvistamenti di Mario Giorgi
Il misterioso diario del giovane Piotr di Francesco Troccoli
La Farfalla e le zanzare di Massimo Citi
L’Arsenale dei cuccioli  di Vincent Spasaro
La Sindrome della Locusta di Fabio Lastrucci
Viale del tramonto di Luca Barbieri
La Clinica dell’arcobaleno di Massimo Soumaré
Gran Dio, morir sì giovane di Consolata Lanza
F come Frankenstein di Paolo Cavazza
La solita spiaggia di Silvia Treves
La Valle delle teste mozzate di Davide Mana
La Piccola Blanche di Marcel Schwob (Francia)
Piena di Grazia di Lillian Csernica (U.S.A.)
La guerra degli dèi di Fei Dao (Cina)
La residenza sicura Mikasa! di Okina Kamino (Giappone)

Marco Corda