martedì 24 febbraio 2015

LE CRONACHE DI PRYDAIN di Lloyd Alexander

Continua su Cronache di un Sole Lontano l'analisi da parte dell'amica ed esperta Artemisia Birch delle grandi serie fantasy d'ispirazione celtica: è la volta delle Cronache di Prydain, firmate dallo statunitense Lloyd Alexander.


Fascinosi scorci di mondi paralleli prendono vita dalle pagine di Lloyd Alexander, uno dei più grandi maestri della letteratura fantastica nato a Philadelphia nel 1924 e morto nel 2007 all’età di 83 anni.
Insigne scrittore di libri fantasy per ragazzi e adulti, nelle Cronache di Prydain rivisita lo splendido paesaggio del Galles, creandone uno corrispondente intriso di quelle meraviglie ma arricchito di impressioni e sfumature proprie dell’immaginario fantastico.
Pluripremiato, alcuni dei suoi libri hanno ricevuto il National Book Award e l’American Book Award, ottiene il premio alla carriera World Fantasy Life Achievement nel 2003.
Le Cronache di Prydain si compongono di cinque libri dalla forte impronta celtica e ispirati dalle leggende contenute nel Mabinogion, importante testo mitologico gallese: "Il libro dei tre" (The Book of Three, 1964), "Il calderone nero" (The Black Cauldron, 1965), "Il castello di Llyr" (The Castle of Llyr, 1966), "Taran il girovago" (Taran Wanderer, 1967) e "Il sommo Re" (The High King, 1968), editi nella Fantacollana Nord.
Il ciclo si apre con “Il libro dei tre” in cui il protagonista è Taran, umile guardiano di porci con velleità da eroe. Hen Wen, scrofa dai poteri profetici di cui il ragazzo si prende cura,  viene rapita su commissione di Annuwin, il signore delle Tenebre. Taran partirà alla ricerca della singolare maialina da cui dipendono le sorti delle terre di Prydain, e nelle innumerevoli avventure che lo attendono potrà contare sull’aiuto di insoliti personaggi quali il nano Doli, la principessa Eilonwy, il bardo Fflam e il peloso Gurgi.
Miti e leggende celtiche si insinuano nel racconto imprimendo in esso un linguaggio intenso che si concretizza in ideali fondamentali quali l’amicizia, la lealtà, il coraggio, virtù eroiche spesso irraggiungibili tipiche di figure leggendarie come quella di Re Artù, molto caro all’autore.
La concezione stessa di eroe diventa antitetica e paradossale nel ciclo di Prydain: il giovane Taran, nonostante il modesto lavoro che svolge sogna di essere un eroe, ma è un ragazzo pieno di paure e il suo giudizio è avventato e fallibile; è un personaggio che si discosta dalla figura eroica classica proprio perché profondamente umano. Questo lega inscindibilmente la sensibilità del lettore alla vicenda narrata, rendendola parte di un vissuto quotidiano ed estremamente reale.
E’ proprio in queste sfaccettature dei protagonisti che avvengono i meccanismi di identificazione con i personaggi, poiché ognuno di essi è parte stessa della personalità dell’autore, con le sue molteplici caratteristiche, terribili e meravigliose insieme. In quest’ottica, non c’è chi viene privilegiato nella narrazione, ma tutti occupano uno spazio ben definito in cui vi è piena libertà d’azione, descritta con una scioltezza disarmante che rende una semplice scena come una vera opera d’arte.
Una forte introspezione scaturisce dal temperamento artistico di Lloyd Alexander, una ricerca profonda dell’emozione  che guida l’azione da cui emerge il quadro narrativo.
La caratterizzazione del personaggio è decisa e precisa, ma avviene tramite un linguaggio poetico ricco di suggestioni.
I temi fondamentali della violenza, la tirannia, l’abuso di potere, il dispotismo, vengono mediati dall’elemento magico e affrontati con la lucida consapevolezza del fornire loro una risposta concreta che trova compimento nei valori dell’amore, dell’amicizia e della compassione.
Attraverso il Fantasy l’autore trascende il reale ma non si discosta da esso in modo sostanziale: tramite l’immaginazione si sfugge agli schemi propri del reale pur trattenendoli come sostrato indispensabile per l’avventura fantastica. L’immaginazione è potente mezzo catartico. La realtà va guardata, ascoltata, assaggiata per poterla interiorizzare ed elaborare in modo da fornire una reazione personale che costituisce l’esperienza del lettore di fronte alle avventure narrate.
“Il sommo Re” è la naturale conclusione di un percorso articolato e complesso che danza sulle ali della fiaba e che sa rapire e incantare con la sua leggerezza ricca di humor e paradossi.
E paradossale è per Lloyd Alexander il ruolo dell’immaginazione: “La fantasia è un buon modo per mostrare il mondo così com’è. Il Fantasy può mostrarci la verità sui rapporti umani e dilemmi morali perché lavora sulle nostre emozioni su un livello simbolico più profondo della narrativa realistica”.
Un’esperienza di lettura che infrange gli schemi generazionali e che si propone agli appassionati del genere come un capolavoro irrinunciabile e senza tempo.

Artemisia Birch

AXIOMATIC di Greg Egan


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Una droga che vi pone al cospetto delle infinite possibilità del multiverso, uno scienziato capace di dar vita al bambino perfetto, un virus realizzato da un fanatico che vorrebbe costringere tutti gli uomini alla monogamia e al timor di Dio, una donna costretta a portare in grembo il cervello del proprio uomo per salvarlo dalla morte. Questo, e molto altro, è quello che troverete quando leggerete Axiomatic: la prima antologia che raccoglie diciotto racconti, pubblicati tra il 1989 e il 1992, dell'autore australiano Greg Egan.
Se Egan fosse solo un cantastorie potremmo divertirci con le stranezze dei suoi universi, senza dover magari andare troppo a fondo per apprezzare l'importanza dei suoi più straordinari lavori. Invece Greg Egan è, senza alcun dubbio, uno degli scrittori più importanti della fantascienza degli ultimi decenni, con una produzione di altissimo livello qualitativo, e nelle sue opere è praticamente impossibile trovare una singola pagina che sia scritta al solo scopo di intrattenere. Lo sanno bene tutti quei lettori che si sono smarriti tra le pagine di Incandescenze, l'ultimo suo romanzo pubblicato daUrania, che è risultato pesantemente ostico ai lettori meno interessati a certi aspetti della Hard-Science Fiction. Eppure, per chi ha la capacità di affrontare i suoi scritti, o la pazienza di sopportare i passaggi di più difficile interpretazione, Egan è un autore che può dare infinite soddisfazioni e soprattutto catturare il lettore con i suoi racconti brevi. Molti ritengono che il misterioso Egan dia il meglio nella narrativa breve, la quale vive dello sviluppo rapido di una idea forte. E certamente non sono le idee che mancano all'autore australiano, semmai gli viene spesso criticato il suo scarso approccio al personaggio, l'assente spessore di colui che dovrebbe vivere nell'universo usato da Egan per raccontare le idee partorite dalla sua vulcanica mente.
È nelle storie più brevi, in effetti, che l'autore, fra gli altri, di Teranesia e Permutation City riesce ad approfondire adeguatamente la psiche degli uomini e delle donne che si trovano  nelle sue storie. Egan sceglie per i suoi racconti questioni che toccano nel profondo l'animo umano, mette in discussione il libero arbitrio e le basi stesse dell'idea di essere umano, accompagnando il lettore in un viaggio letterario e filosofico pieno di domande e con ben poche risposte definitive.
Come già detto per Luminous (la seconda antologia personale, pubblicata anch'essa da Urania), Axiomatic è un opera imprescindibile, affascinante e, è bene non dimenticarlo, divertente.
Senza voler entrare nel merito di tutti i racconti mi limiterò a dare una breve panoramica di quelli che più mi hanno colpito:

Ne Il Diario da Cento Anni Luce scopriamo che il futuro è già stato raccontato e che nessuno ha il potere di cambiare ciò che è già stato scritto. È una classica storia sul libero arbitrio, con un finale tutt'altro che scontato.
In Sorelle di Sangue un virus terribile infetta praticamente tutti, ma per cause genetiche è mortale solo in pochissimi casi. Due sorelle gemelle sono contagiate e dovranno affrontare la terapia consapevoli che si salveranno  entrambe oppure moriranno entrambe. Scopriranno che le necessità collettive spesso sono in conflitto con i diritti del singolo.  È una storia sulla medicina, sulla ricerca scientifica, le sue necessità e le sue insidie. Ed è una storia sull'animo umano.
Assiomatico è la storia di un uomo che non riesce a dimenticare l'omicidio della moglie. Si rivolgerà all'ultimo ritrovato della tecnologia: una macchina capace di modificare le convinzioni più intime di un uomo, cambiando di fatto il suo stesso modo di pensare.
In La Cassetta di Sicurezza ci ritroveremo a vivere le giornate di un uomo senza nome, che sin da bambino si sveglia ogni mattina in un corpo diverso prendendo in prestito, per una giornata, il corpo di qualcun'altro.
In Un Rapimento un ricco commerciante d'arte deve fare i conti con un dilemma etico e con la paura di far soffrire per l'eternità ciò che gli è più caro.
Imparare a Essere Me  descrive il dilemma esistenziale di fronte all'invenzione della gemma, un dispositivo che registra le connessioni del cervello umano e le imita diventandone la copia perfetta. Quando il cervello comincia a deteriorarsi lo si può rimuovere e lasciare la gemma al suo posto, continuando a vivere come se niente fosse accaduto e diventando in pratica immortali. E lasciando aperte un mare di domande su cosa vuol dire essere umani e, soprattutto, cosa vuol dire essere un individuo.
Il Fossato è una storia che parte dal tema dell'immigrazione per finire a parlare di DNA, di selezione naturale e di lotta per la sopravvivenza.
In La Carina un uomo che desidera ardentemente  diventare padre decide di acquistare una carina, una sorta di imitazione di essere umano. Le carine sono  esseri umani modificati in modo che lo sviluppo neurologico sia inferiore a quello di una qualunque scimmia e progettati appositamente per morire al compimento del 4° compleanno.
In Più Vicino assisteremo alle avventure di una coppia desiderosa di sperimentare le infinite possibilità offerte dalla tecnologia alla mente umana. Il protagonista è una sorta di solipsista che vive con l'eterno dubbio di non aver di fronte nient'altro che una macchina. Il finale è certamente degno di nota.

Axiomatic è nel complesso una raccolta decisamente notevole, che lascia un solco nella storia della fantascienza per la competenza e per la completezza con cui certi temi sono trattati. Egan dimostra  un'inesauribile immaginazione, riuscendo al contempo nell'impresa, non sempre semplicissima, di costruire una degna scenografia in cui far danzare le sue storie.
Si tratta di uno di quei libri che si spera non finiscano mai. Buona lettura.

Vincezno Cammalleri